Marsilio ricorda Paolo Colli: ambiente e sviluppo nella stessa visione
26/03/2026
Un intervento denso di riferimenti personali e politici ha riportato al centro del dibattito pubblico una figura che continua a lasciare tracce profonde nel pensiero ecologista italiano. Alla Camera dei Deputati, nel corso del convegno dedicato a Paolo Colli, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha delineato un ritratto che va oltre la commemorazione, restituendo attualità a un’impostazione culturale capace di tenere insieme tutela ambientale e sviluppo economico.
Un modello abruzzese tra natura protetta e innovazione
Nel suo intervento, Marsilio ha richiamato le caratteristiche distintive dell’Abruzzo, descritto come una realtà in cui la presenza diffusa di parchi e riserve convive con poli di eccellenza scientifica e industriale. Oltre il 30% del territorio regionale è sottoposto a tutela ambientale, una percentuale significativa che non ha impedito la crescita di comparti avanzati come quello aerospaziale e della ricerca, con esempi emblematici rappresentati dal Fucino e dai Laboratori del Gran Sasso.
Questa coesistenza, lontana da contrapposizioni rigide, viene indicata come una dimostrazione concreta della possibilità di costruire un equilibrio tra esigenze produttive e salvaguardia del paesaggio. Una prospettiva che, nelle parole del presidente, trova una radice diretta nel pensiero di Colli, fondato su una visione pragmatica dell’ambientalismo.
L’eredità culturale e politica di Paolo Colli
Definito “un maestro vero”, Paolo Colli viene ricordato per la capacità di trasmettere un approccio rigoroso, ma privo di rigidità ideologica. Marsilio ha insistito su questo aspetto, sottolineando come l’ambientalismo proposto dal fondatore di Fare Verde non si limitasse alla difesa del territorio, ma fosse inserito in una più ampia visione politica, capace di dialogare con le esigenze di sviluppo e con la complessità delle comunità locali.
In questo senso, il richiamo al pensiero colliano assume un valore che va oltre il ricordo personale: si configura come un riferimento operativo, utile a orientare le scelte future in materia di politiche ambientali e industriali.
Un ricordo che si traduce in azione concreta
Tra i passaggi più significativi dell’intervento, Marsilio ha evocato un episodio legato alla sua esperienza nella Protezione civile regionale: la scoperta di un modulo antincendio per pick-up denominato “Poldo”, soprannome con cui era conosciuto Paolo Colli. Un gesto simbolico, ma allo stesso tempo operativo, che testimonia come la memoria possa tradursi in strumenti utili alla difesa del territorio.
Il riferimento non è soltanto affettivo, ma indica una continuità tra valori e pratiche: l’impegno per l’ambiente si concretizza attraverso soluzioni tecniche, innovazioni e azioni quotidiane. In questa prospettiva, l’eredità lasciata da Colli viene descritta come una traccia ancora attiva, capace di influenzare decisioni e comportamenti ben oltre il contesto in cui è nata.
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