Il presidente dell'Abruzzo Marsilio presiede a Roma la Conferenza delle Regioni su delega di Fedriga
26/02/2026
Roma ha ospitato una seduta anticipata della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, convocata con alcune ore di anticipo rispetto alla programmazione iniziale per consentire un allineamento puntuale in vista degli appuntamenti istituzionali del 26 febbraio. A presiedere i lavori è stato il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, chiamato a guidare il confronto su delega del Presidente Massimiliano Fedriga.
Una riunione tecnica, ma dal peso politico rilevante, perché ha permesso alle amministrazioni regionali di definire una linea condivisa sui dossier che saranno al centro della Conferenza Unificata e della successiva Conferenza Stato-Regioni. In queste sedi si consolidano equilibri delicati tra autonomie territoriali e Governo centrale, con ricadute dirette sull’organizzazione dei servizi pubblici e sulla gestione delle risorse.
Formazione della PA e servizi di emergenza: i dossier sul tavolo
Tra i punti esaminati figura il rinnovo dell’Accordo di collaborazione tra il Dipartimento della Funzione Pubblica, la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) e la Conferenza delle Regioni. Il tema della formazione del personale pubblico, spesso evocato in termini astratti, qui assume un profilo concreto: si tratta di strutturare percorsi qualificati e omogenei, capaci di accompagnare dirigenti e funzionari nell’attuazione delle riforme amministrative e nella gestione delle innovazioni digitali. Le Regioni chiedono strumenti stabili, continuità nei programmi e una governance che valorizzi le specificità territoriali senza rinunciare a standard condivisi.
Altro capitolo di rilievo riguarda l’attuazione dei servizi Next Generation eCall e Real Time Text (RTT) nell’ambito del Numero Unico di Emergenza europeo 112. L’adeguamento tecnologico dei sistemi di emergenza implica investimenti, coordinamento tra centrali operative e aggiornamenti infrastrutturali che devono essere pianificati con precisione. Il servizio eCall, che consente ai veicoli di inviare automaticamente una chiamata di soccorso in caso di incidente grave, e la tecnologia RTT, pensata per rendere più accessibile la comunicazione in tempo reale anche a persone con disabilità uditive o difficoltà linguistiche, rappresentano un passaggio significativo verso un modello di soccorso più inclusivo ed efficiente. Le Regioni hanno analizzato tempi di attuazione, sostenibilità finanziaria e impatto organizzativo.
SPID e interoperabilità: la posizione delle Regioni
La discussione ha toccato anche il tema dell’identità digitale, con particolare riferimento allo SPID e al regime transitorio sull’interoperabilità degli sportelli unici. Il sistema pubblico di identità digitale resta uno snodo essenziale per l’accesso ai servizi online delle amministrazioni, ma la fase di transizione normativa e tecnica richiede chiarimenti operativi per evitare disallineamenti tra piattaforme centrali e sistemi regionali.
Le Regioni hanno lavorato a una posizione comune che tuteli la continuità dei servizi per cittadini e imprese, salvaguardando al contempo gli investimenti già effettuati sui propri portali e sulle infrastrutture digitali. L’interoperabilità degli sportelli unici, in particolare quelli per le attività produttive, incide direttamente sulla competitività dei territori: procedure digitali coerenti, integrate e facilmente fruibili possono ridurre tempi e costi burocratici, mentre incertezze tecniche rischiano di generare rallentamenti e contenziosi.
La seduta presieduta da Marsilio si inserisce in questo contesto di confronto serrato, dove la dimensione tecnica si intreccia con la responsabilità politica di rappresentare interessi regionali diversi ma chiamati a convergere su soluzioni condivise. Le riunioni del 26 febbraio costituiranno il banco di prova per verificare la tenuta di tale sintesi.
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